Direttiva per la gestione degli importi residui derivanti dal PNRR

Il Sottosegretario Alessio Butti ha firmato una direttiva contenente alcuni principi guida per favorire l’implementazione di iniziative a completamento degli interventi di digitalizzazione già in essere, così che gli enti possano sfruttare gli importi residui derivanti dal finanziamento degli avvisi pubblici previsti dalle misure della M1C1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Se il tuo ente ha beneficiato dei finanziamenti PNRR a somma forfettaria (lump sum), con buone probabilità ti sarai trovato nella situazione di aver completato uno o più progetti spendendo MENO dell’importo ricevuto.

Questi “avanzi” sono proprio quelli che la direttiva definisce come “residui PNRR”.

Sono quindi la differenza positiva tra l’importo del contributo ricevuto e gli importi effettivamente spesi per la realizzazione dei progetti.

La prima buona notizia è che, una volta ottenuta l’asseverazione formale e sostanziale da parte del Dipartimento per la trasformazione digitale, questi fondi perdono tecnicamente il vincolo di destinazione.

La seconda è che un servizio di affiancamento al Responsabile per la Transizione Digitale come il nostro, che consentirebbe al tuo ente di pianificare le attività previste all’interno del Piano Triennale ICT unito alla formazione del personale (aspetto cruciale del nostro supporto), è pienamente in linea con la maggior parte dei principi guida sull’utilizzo dei fondi residui del PNRR.

Infatti, questo investimento ti permetterebbe di soddisfare almeno 3 dei 5 principi guida indicati all’interno della direttiva:

  • Massimizzazione degli impatti dei finanziamenti ottenuti (principio b): il supporto alla pianificazione delle attività ICT rientra perfettamente nella categoria di” spese nel campo del comparto ICT dell’ente” e contribuirebbe a “fornire maggiore sostenibilità nel tempo agli interventi effettuati”
  • Sostenibilità degli interventi (principio c): la direttiva suggerisce esplicitamente di “destinare almeno parte delle risorse residue a progetti formativi e/o di aggiornamento, destinati al personale impiegato nell’utilizzo delle soluzioni tecnologiche e digitali”. La nostra formazione (già prevista all’interno del nostro percorso di affiancamento all’RTD) risponde ESATTAMENTE a questa indicazione
  • Massimizzazione degli impatti (principio b): il supporto alla pianificazione delle attività del piano triennale ICT rafforzerebbe l’efficacia complessiva della strategia digitale dell’ente, in piena coerenza con l’indicazione di “destinare le risorse residue ai capitoli di bilancio relativi all’ambito delle spese per la digitalizzazione dell’ente”

Non solo, il nostro servizio di affiancamento al Responsabile per la Transizione Digitale contribuirebbe allo sviluppo di una (vera) strategia organica e strutturata in linea con le finalità generali espresse all’interno della direttiva, ovvero assicurare all’ente “un percorso di digitalizzazione completo e inarrestabile”.

Se avessi bisogno di un confronto su come utilizzare i residui del PNRR e massimizzare l’impatto per il tuo ente – pianificando per tempo anche tutte le attività previste all’interno del Piano Triennale – non esitare a richiederci una telefonata gratuita e senza impegno.

Direttiva sui residui del PNRR: i 5 principi guida (opportunità e rischi)

La direttiva ha individuato cinque principi fondamentali che dovrebbero guidare la gestione delle risorse residue.

Vediamoli insieme, con un’analisi pratica sulle opportunità e sui rischi che ciascuno di essi comporta per gli enti pubblici.

Prudenza

Il primo principio è quello di procedere all’utilizzo delle eventuali eccedenze solo dopo aver concluso il progetto finanziato e aver ricevuto esito positivo all’asseverazione tecnica e formale.

Opportunità

L’applicazione di questo principio offre agli enti una maggiore certezza nella pianificazione finanziaria, riducendo significativamente il rischio di dover restituire fondi già impegnati in caso di valutazione negativa del progetto.

Inoltre, consente di valutare con calma – e strategicamente – le priorità di investimento delle risorse residue, potendo basare le decisioni su un quadro completo e definitivo.

Rischi

Adottare un approccio eccessivamente prudenziale potrebbe comportare ritardi nell’utilizzo delle risorse residue, compromettendo la tempestività degli interventi complementari che potrebbero essere necessari per massimizzare l’efficacia dei progetti principali.

Esiste inoltre il rischio di perdere l’opportunità di integrare immediatamente i progetti in corso con risorse aggiuntive, nonché di immobilizzare risorse preziose a fronte di potenziali lunghi tempi di asseverazione da parte del Dipartimento.

Tuttavia, considerando che per molti avvisi i fondi sono già stati erogati, questo rischio si riduce drasticamente.

Massimizzazione degli impatti dei finanziamenti

Il secondo principio è quello di destinare le risorse residue ai capitoli di bilancio relativi alla digitalizzazione dell’ente, rafforzando così la portata degli avvisi stessi o garantendo maggiore sostenibilità agli interventi.

Opportunità

Questo principio consente un significativo rafforzamento dell’efficacia degli interventi già realizzati, favorendo la creazione di sinergie tra diversi progetti di digitalizzazione.

Gli enti hanno così l’occasione di completare aspetti non pienamente sviluppati nei progetti originari e di implementare aggiornamenti tecnologici necessari che potrebbero non essere stati previsti inizialmente, migliorando così la qualità complessiva dell’infrastruttura digitale.

Rischi

Il principale rischio associato a questo principio è la possibile dispersione delle risorse su troppi micro-interventi senza generare un impatto realmente significativo.

Si potrebbe inoltre verificare una sovrapposizione con altri finanziamenti già previsti per l’ICT, creando ridondanze e inefficienze.

Gli enti potrebbero incontrare difficoltà nel misurare l’effettivo impatto aggiuntivo generato dai fondi residui e, in assenza di una pianificazione adeguata, potrebbero utilizzare le risorse in modo non strategico, senza una visione d’insieme coerente della trasformazione digitale dell’ente.

Sostenibilità degli interventi

Il terzo principio è quello di destinare almeno parte delle risorse residue a progetti formativi per il personale, garantendo il pieno utilizzo delle soluzioni tecnologiche implementate.

Opportunità

Investire parte dei residui in formazione rappresenta un’opportunità fondamentale per valorizzare il capitale umano dell’ente, garantendo l’effettivo e pieno utilizzo delle soluzioni tecnologiche implementate.

Questo approccio consente di creare competenze interne solide che riducono la dipendenza da fornitori esterni, con conseguenti risparmi nel lungo periodo.

Inoltre, la formazione gioca un ruolo cruciale nel promuovere un cambiamento culturale verso la digitalizzazione, favorendo l’accettazione e l’adozione delle nuove tecnologie da parte del personale.

Rischi

Il successo degli investimenti formativi può essere compromesso se la formazione non viene adeguatamente progettata o risulta troppo generica, non rispondendo alle reali esigenze operative del personale.

Un rischio significativo è rappresentato dal potenziale turnover del personale formato, che comporterebbe una perdita dell’investimento effettuato.

Non bisogna poi sottovalutare la possibile resistenza al cambiamento da parte dei dipendenti, che potrebbe vanificare gli sforzi formativi (se non adeguatamente gestita).

Comunicazione, pubblicità e trasparenza

Il quarto principio è quello di destinare una parte delle risorse residue alla comunicazione degli interventi realizzati, per favorire la piena fruizione da parte di cittadini e imprese.

Opportunità

Una comunicazione efficace degli interventi realizzati può favorire una maggiore adozione dei servizi digitali implementati, migliorando di conseguenza la percezione della PA come entità innovativa.

La comunicazione dei risultati consente inoltre la condivisione di best practice con altre amministrazioni e rafforza la trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici.

Considerato che per ogni avviso della Misura 1 Componente 1 c’è almeno un obiettivo nel piano triennale per l’informatica, il mio suggerimento è quello di allineare il piano con le attività, magari creando una sezione dedicata sul sito istituzionale dell’ente (come anche richiesto dall’allegato n. 4 – Indicazioni per la trasparenza delle misure del PNRR).

Rischi

Gli investimenti in comunicazione potrebbero risultare inefficaci o non sufficientemente mirati se non progettati con attenzione.

Un rischio concreto è quindi quello di creare una sproporzione tra le risorse destinate alla comunicazione e quelle effettivamente investite nei servizi stessi, generando aspettative che non corrispondono alla realtà dei servizi offerti.

La comunicazione potrebbe inoltre non essere adeguatamente coordinata con altre iniziative dell’ente, creando messaggi frammentati o contraddittori.

Integrazione con altri interventi e fondi

Il quinto e ultimo principio è quello di destinare le risorse residue significative all’integrazione di altri interventi con le stesse finalità, sostenuti con fondi europei, nazionali e regionali.

Opportunità

L’integrazione dei residui PNRR con altri fondi rappresenta un’opportunità strategica per creare importanti sinergie tra diverse fonti di finanziamento, generando un effetto moltiplicatore delle risorse disponibili che può amplificare significativamente l’impatto degli interventi.

Questo approccio può favorire una maggiore coerenza degli interventi di digitalizzazione, inserendoli in un quadro strategico unitario, offrendo la possibilità di affrontare progetti più ambiziosi e complessi che sarebbero difficilmente realizzabili con fondi separati.

Rischi

L’integrazione di fondi provenienti da diverse fonti comporta inevitabilmente una maggiore complessità gestionale, dovuta alla necessità di rispettare regole e procedure potenzialmente diverse.

Potrebbero emergere potenziali conflitti tra i requisiti di rendicontazione di diversi programmi, aumentando il carico amministrativo per gli enti.

Senza un adeguato coordinamento, esiste inoltre il rischio concreto di duplicazione degli interventi, con conseguente spreco di risorse.

Come gestire strategicamente i residui PNRR? Il mio personale consiglio

Sulla base della mia esperienza diretta, ecco alcuni suggerimenti pratici per massimizzare l’impatto dei residui PNRR:

Fai un’analisi dei gap

Prima di decidere come utilizzare i residui, valuta obiettivamente quali sono i punti deboli del tuo percorso di digitalizzazione.

Dove sono le lacune più evidenti?

Quali servizi potrebbero essere migliorati con risorse aggiuntive?

Punta sulla formazione continua

Investi in percorsi formativi personalizzati che vadano oltre la semplice “alfabetizzazione digitale” e si concentrino sull’utilizzo avanzato degli strumenti implementati.

Crea una community interna

Identifica e supporta “champion” del digitale all’interno dell’ente, persone motivate che possano fungere da punto di riferimento per i colleghi e promotori del cambiamento.

Misura l’impatto

Definisci KPI chiari per valutare l’efficacia degli investimenti aggiuntivi. Non limitarti a metriche tecniche, ma considera anche indicatori di adozione e soddisfazione degli utenti.

Pensa alla sostenibilità

Progetta gli interventi in modo che possano auto-sostenersi anche dopo l’esaurimento dei fondi residui, evitando di creare dipendenze da risorse temporanee.

Residui PNRR: il monitoraggio dell’implementazione

La direttiva prevede che il monitoraggio dello stato di avanzamento delle attività connesse alla sua attuazione sia affidato al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso il Transformation Office.

Questo aspetto è particolarmente rilevante perché consente di verificare l’effettiva applicazione dei principi guida da parte degli enti, raccogliere dati sull’utilizzo dei residui per valutare l’impatto complessivo, identificare best practice da condividere con altri Soggetti attuatori e fornire supporto agli enti che incontrano difficoltà nell’implementazione.

Il Transformation Office, costituito da team territoriali dislocati in tutto il Paese, rappresenta uno strumento innovativo di accompagnamento per i Soggetti attuatori, in linea con l’approccio semplificato e supportivo che caratterizza l’intera strategia PA digitale 2026.

Direttiva sui residui PNRR: implicazioni per le strategie di digitalizzazione

La direttiva sui residui PNRR si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione digitale della PA italiana, che include il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2024-2026 (approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2024 e aggiornato il 23 gennaio di quest’anno), le previsioni della Missione 1, Componente 1 del PNRR, e l’Agenda digitale italiana.

In questo contesto, la gestione intelligente dei residui rappresenta un’opportunità per gli enti di completare e consolidare il proprio percorso di digitalizzazione, superando la logica del singolo progetto per adottare un approccio più sistemico e strategico.

L’innovazione principale introdotta dalla direttiva consiste proprio nel suggerire agli enti di considerare i residui non come risorse da utilizzare in modo discrezionale, ma come un’opportunità per massimizzare l’impatto degli investimenti già realizzati, in coerenza con gli obiettivi strategici della trasformazione digitale.

Come trasformare i residui del PNRR in reale opportunità per il tuo ente?

I residui PNRR rappresentano un’opportunità preziosa per consolidare e amplificare l’impatto dei progetti di digitalizzazione già avviati.

L’approccio suggerito dalla direttiva, con i suoi cinque principi guida, fornisce un framework utile per orientare le scelte strategiche del tuo ente.

La mia esperienza mi insegna che il vero valore non sta tanto nell’implementare nuove tecnologie, quanto nel far sì che quelle già adottate vengano pienamente utilizzate e integrate nei processi quotidiani dell’ente.

I residui PNRR possono essere il carburante che serve per passare dalla fase di “implementazione tecnica” a quella di vera “trasformazione digitale”, dove la tecnologia diventa uno strumento quotidiano al servizio dei cittadini e dell’efficienza amministrativa.

La sfida per le Pubbliche Amministrazioni è ora quella di cogliere questa opportunità, utilizzando i residui in modo strategico per completare il proprio percorso di digitalizzazione e massimizzare il ritorno dell’investimento per la collettività.

Se hai bisogno di supporto nella gestione strategica dei residui PNRR, o vuoi approfondire le opportunità specifiche per il tuo ente, non esitare a contattarci.

Insieme, possiamo trasformare questi fondi in un motore di reale innovazione anche per il tuo ente.