PIAO 2026: cosa cambia per chi ha già il Piano Triennale ICT (e come evitare il doppio lavoro)
Le nuove Linee Guida PIAO 2025 confermano ufficialmente la possibilità di integrare il Piano Triennale per l’informatica nel documento unico di programmazione.
Ecco cosa significa operativamente e come sfruttare questa opportunità entro le scadenze di gennaio e marzo.
Se hai già un Piano Triennale ICT aggiornato e stai per metterti al lavoro sul PIAO 2026-2028, fermati un momento: le cose sono cambiate e potresti risparmiarti parecchio lavoro.
Il 17 dicembre 2025 il Ministro Zangrillo ha firmato il decreto che approva le nuove Linee Guida PIAO 2025 insieme a quattro Manuali Operativi differenziati per tipologia di ente.
Dentro questi documenti c’è una conferma importante per chi si occupa di transizione digitale: il Piano Triennale ICT può essere formalmente integrato nel PIAO, evitando duplicazioni e creando finalmente coerenza tra i due strumenti di programmazione.
Non è una novità assoluta: lo Strumento 8 del Piano Triennale per l’informatica 2024-2026 già indicava questa direzione.
Ma ora c’è un riconoscimento ufficiale nelle Linee Guida nazionali, con indicazioni operative concrete nei Manuali.
La domanda pratica è: come si fa?
Piano Triennale ICT e PIAO: perché fino a oggi erano scollegati
Fino a oggi la situazione tipica era questa: l’RTD preparava il Piano Triennale ICT seguendo le indicazioni AGID, poi scopriva che nel PIAO doveva inserire anche gli “obiettivi di digitalizzazione” nella sezione dedicata. Risultato: due documenti separati che parlavano delle stesse cose con linguaggi diversi, senza un vero collegamento tra loro.
Il Prof. Enrico Deidda Gagliardo, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Nazionale del Lavoro Pubblico e relatore alla presentazione ufficiale delle Linee Guida il 18 dicembre 2025, ha più volte criticato i PIAO che diventano “piani dei piani”: documenti-collage dove si incollano pezzi di altri piani senza una vera integrazione funzionale.
Il Piano Triennale ICT, in molti enti, finiva esattamente in questa categoria: un allegato o un riferimento generico, scollegato dalla logica complessiva del PIAO.
Le nuove Linee Guida cambiano prospettiva: non si tratta più di “allegare” il Piano Triennale, ma di integrarlo funzionalmente nel ciclo di programmazione del PIAO, orientandolo verso quella che le Linee Guida chiamano la “stella polare” della pianificazione: il Valore Pubblico.
Linee Guida PIAO 2025: il Piano Triennale ICT tra i piani integrabili
Il Manuale Operativo per i Comuni (ma la logica vale per tutti gli enti) contiene una Tabella 4 che elenca i piani “integrabili facoltativamente” nel PIAO. Tra questi c’è espressamente il Piano Triennale per l’Informatica.
L’integrazione non è obbligatoria: puoi continuare a tenere i due documenti separati se preferisci. Ma se scegli di integrarli, le Linee Guida ti dicono come farlo in modo coerente con il framework metodologico del PIAO.
Il principio di fondo è questo: il PIAO lavora su base annuale con orizzonte triennale, il Piano Triennale ICT lavora su base triennale con aggiornamento annuale.
I due cicli si sovrappongono naturalmente: basta estrarre dal Piano Triennale gli obiettivi e le azioni dell’anno corrente e inserirli nella sezione del PIAO dedicata alla digitalizzazione.
Tradotto in parole ancora più semplici: il PIAO non ti chiede di riscrivere tutto il Piano Triennale, ma di indicare cosa farai concretamente nell’anno di riferimento.
Il Piano Triennale resta il documento di riferimento completo con la programmazione dei tre anni; nel PIAO inserisci la sintesi operativa annuale.
Dal Piano Triennale al PIAO: il processo di estrazione annuale
Se usi un sistema strutturato per gestire il Piano Triennale ICT, l’integrazione con il PIAO diventa un’operazione quasi automatica.
Ad esempio, nel nostro servizio di affiancamento, il processo funziona così:
- Primo: prepariamo il Piano Triennale ICT completo con tutte le azioni organizzate per area tematica, coprendo l’intero triennio.
- Secondo: filtriamo le attività per l’anno di riferimento del PIAO (nel caso del PIAO 2026-2028, le attività previste per il 2026).
- Terzo: Diamo all’ente l’estrazione che inserisce l’elenco filtrato nella sezione del PIAO dedicata agli obiettivi di digitalizzazione.
Nel nostro software PianoTD® abbiamo implementato esattamente questa logica: una funzionalità di estrazione genera automaticamente l’elenco delle scadenze e attività dell’anno in formato tabellare o CSV, pronto per essere inserito nel PIAO.
Non devi fare doppio lavoro: compili il Piano Triennale una volta sola e poi estrai quello che ti serve per il PIAO.
Quando un cliente mi chiede “come vi muovete rispetto alla realizzazione del piano triennale quando deve essere integrato con il PIAO?”, la risposta è sempre la stessa: il Piano Triennale è la base, il PIAO è il contenitore che ne assorbe gli obiettivi annuali insieme a tutto il resto della programmazione dell’ente.
PIAO 2026-2028: le scadenze ANAC per Comuni e altri enti
C’è un elemento che facilita l’integrazione: dal 2024 AGID e DTD hanno allineato l’aggiornamento del Piano Triennale nazionale alle scadenze del PIAO.
È per questo che il Piano Triennale 2024-2026 è stato pubblicato a ottobre invece che a gennaio come accadeva in passato.
Questo allineamento non è casuale: serve proprio a permettere agli enti di lavorare sui due documenti nello stesso periodo, usando le stesse informazioni aggiornate come base di partenza. Quando ti siedi a gennaio per preparare il PIAO, hai già il Piano Triennale nazionale aggiornato da cui derivare i tuoi obiettivi locali di digitalizzazione.
Il Comunicato ANAC n. 1/2026 del 14 gennaio ha confermato le scadenze per il PIAO 2026-2028:
- 31 gennaio 2026: scadenza ordinaria per tutte le PA
- 30 marzo 2026: scadenza differita per gli enti locali che usufruiscono della proroga per l’approvazione del bilancio di previsione
Se sei un Comune e il tuo bilancio non è ancora approvato, hai tempo fino a fine marzo.
Ma attenzione: questo non significa che puoi rimandare tutto. Il lavoro di preparazione va fatto comunque adesso, altrimenti ti ritrovi a marzo con l’acqua alla gola.
Integrare il Piano Triennale nel PIAO: cosa significa davvero
Qui sta la differenza tra fare le cose bene e fare le cose per adempimento.
Allegare il Piano Triennale al PIAO significa prendere il PDF e metterlo come documento collegato. Formalmente corretto, sostanzialmente inutile: i due documenti restano scollegati, nessuno li legge insieme, la coerenza è solo apparente.
Integrare funzionalmente significa invece che gli obiettivi di digitalizzazione nel PIAO derivano direttamente dal Piano Triennale, con un collegamento logico esplicito.
Quando nel PIAO scrivi “implementazione SPID per i servizi online”, quell’obiettivo corrisponde a un’azione specifica del Piano Triennale con la sua scadenza, il suo responsabile, i suoi indicatori.
Le Linee Guida 2025 parlano di “Integration Team”: un gruppo di lavoro che coordina le diverse anime del PIAO (performance, anticorruzione, bilancio, personale, digitalizzazione). L’RTD deve far parte di questo gruppo, portando gli obiettivi di digitalizzazione derivati dal Piano Triennale e verificando che siano coerenti con il resto della programmazione.
In soldoni: se nel Piano Triennale hai previsto la migrazione al cloud per il 2026, quell’obiettivo deve comparire anche nel PIAO con le risorse necessarie (budget, personale, formazione).
Se i due documenti dicono cose diverse, hai un problema di coerenza che prima o poi emergerà.
In sintesi
Le Linee Guida PIAO 2025 confermano la possibilità di integrare il Piano Triennale ICT nel documento unico di programmazione.
Non è obbligatorio, ma è fortemente raccomandato per evitare duplicazioni e creare coerenza.
Il processo è semplice: estrai dal Piano Triennale gli obiettivi dell’anno corrente e li inserisci nella sezione digitalizzazione del PIAO. Se usi un software strutturato, l’operazione è quasi automatica.
Le scadenze sono 31 gennaio 2026 (ordinaria) e 30 marzo 2026 (enti locali con proroga bilancio). Il tempo per organizzarsi è adesso.
Se hai domande su come strutturare questa integrazione per il tuo ente, il nostro percorso di affiancamento al RTD nasce proprio per questo: trasformare la complessità normativa in azioni concrete, senza perdersi nei documenti.