Normativa accessibilità: i riferimenti per le Pubbliche Amministrazioni

La normativa sull’accessibilità digitale nella pubblica amministrazione ha radici profonde.

La prima pietra miliare è stata la circolare ministeriale numero 3 del 12 marzo 2001, che già allora parlava di linee guida per l’organizzazione, l’usabilità e l’accessibilità dei siti web della PA.

Era indirizzata a chi aveva responsabilità nella progettazione e manutenzione dei sistemi informativi basati sulle tecnologie web – e nota bene, già allora si parlava di tutti i sistemi informativi web, non solo del sito istituzionale.

Ma il vero punto di svolta è arrivato con la legge 4 del 9 gennaio 2004, la famosa Legge Stanca (dal nome del ministro Lucio Stanca).

Legge Stanca e decreto 179/2012: i riferimenti normativi per l’accessibilità PA

La Legge Stanca è il riferimento italiano per eccellenza quando si parla di accessibilità dei servizi e prodotti informatici.

Nel 2012 è poi arrivato il decreto legge 179 del 18 ottobre, convertito nella legge 221 del 17 dicembre 2012, che ha introdotto due novità fondamentali.

L’articolo 9 di questo decreto ha stabilito che dal 1 gennaio 2013 tutti i documenti pubblicati sui siti web della PA debbano essere accessibili.

Sì, hai letto bene: dal 2013!

Sono passati più di dieci anni e ancora oggi vedo scansioni ovunque sui siti degli enti.

Ma c’è di più: questo stesso decreto ha introdotto per la prima volta l’obbligo di pubblicazione degli obiettivi di accessibilità entro il 31 marzo di ogni anno.

Questo significa che, tecnicamente, è dal 2013 che dovresti pubblicare gli obiettivi (non è una novità dell’ultimo piano triennale).

Obiettivi di accessibilità (da pubblicare entro il 31 marzo di ogni anno)

L’adempimento degli obiettivi di accessibilità non è solo una formalità burocratica da sbrigare in fretta: troppo spesso infatti vedo enti che compilano gli obiettivi a caso, senza una vera riflessione strategica.

C’è chi per cinque anni di seguito mette solo “formazione”.

Ora, la formazione è fondamentale per creare consapevolezza, ma non puoi pensare che per cinque anni l’unica cosa che puoi fare lato accessibilità sia solo formazione.

Gli obiettivi dovrebbero avere una sequenzialità rispetto a quello che è stato fatto negli anni precedenti.

Non è un esercizio di copia-incolla dell’anno prima.

Il Form AGID ti permette di scegliere interventi su diverse aree: sito web istituzionale, siti tematici, formazione, postazioni di lavoro, organizzazione del lavoro.

L’importante è essere realistici e scegliere obiettivi che puoi davvero realizzare nell’anno in corso, considerando le risorse che hai a disposizione.

Una volta pubblicati all’interno del Form AGID, il link va poi riportato anche in Amministrazione Trasparente nella sezione “Altri contenuti – Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati”.

Dichiarazione di accessibilità (da pubblicare entro il 23 settembre di ogni anno, per ogni sito web “che fa capo all’ente”)

La dichiarazione di accessibilità è forse l’adempimento più complesso da gestire, soprattutto in termini di pubblicazione.

La dichiarazione di accessibilità va redatta per ogni sito web di proprietà dell’ente, non solo quindi per il sito istituzionale.

Questo significa che se albo pretorio, amministrazione trasparente, il SUAP o il portale dedicato ai cittadini sono a tutti gli effetti dei siti web separati dal sito web istituzionale, per ciascuno di questi devi pubblicare una dichiarazione dedicata.

Un aspetto importante che molti non considerano: la dichiarazione ha validità di un anno, dal momento della pubblicazione fino al 22 settembre dell’anno successivo.

Quindi, se pubblichi la dichiarazione il 10 settembre 2024, sei coperto fino al 10 settembre 2025.

Ma attenzione: entro il 23 settembre di ogni anno devi comunque aggiornare tutte le dichiarazioni, anche nel caso in cui il sito web non abbia subito particolari modifiche.

Il mio consiglio pratico? Se metti online un nuovo portale durante l’anno, non aspettare settembre per fare la dichiarazione.

Pubblicala subito e riaggiornala poi entro il 23 settembre.

Responsabilità legale dei documenti non accessibili: attenzione alla pubblicazione

Qui c’è un punto cruciale che vorrei tu comprenda bene.

Sei responsabile di tutto quello che pubblichi all’interno dei siti web del tuo ente, e questa responsabilità riguarda non solo i documenti che produci tu, ma anche quelli che ti vengono inviati da altri enti o soggetti esterni.

Se un altro ente ti manda un documento non accessibile e tu lo pubblichi così com’è, la responsabilità legale è sempre tua.

Questo significa che dovresti rifiutare documenti non accessibili e chiedere che vengano riformulati secondo le linee guida dell’accessibilità.

So che nella pratica quotidiana sembra surreale, ma è importante essere consapevoli di questa responsabilità.

E soprattutto, puoi iniziare a sensibilizzare chi ti manda documentazione richiedendo file accessibili.

Questo è uno dei motivi per cui insisto sempre sulla formazione e sulla consapevolezza.

Se nel tuo processo di lavoro inserisci la verifica dell’accessibilità dei file che arrivano – e non è complesso con gli strumenti giusti e un po’ di conoscenza – puoi iniziare a richiedere (e pubblicare) documentazione sempre più accessibile.

È un modo concreto per migliorare progressivamente l’accessibilità dei contenuti presenti all’interno dei tuoi siti web.

La dichiarazione di accessibilità è uno di quegli adempimenti che considero fondamentali all’interno del Piano Triennale.

Perché garantire l’accessibilità dei contenuti pubblicati non è solo un obbligo normativo: è un diritto fondamentale per garantire a tutti i cittadini, incluse le persone con disabilità, di accedere ai servizi digitali della PA.

Fare le cose “fatte bene” richiede un po’ di impegno iniziale, ma alla lunga ti tutela molto di più che compilare tutto a caso.

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