Obiettivi e dichiarazione di accessibilità: le insidie commerciali in cui potresti imbatterti…
Negli ultimi anni diverse aziende hanno sviluppato dei software in grado di aiutare le Pubbliche Amministrazioni a risolvere i problemi legati all’accessibilità dei propri siti web (e dei contenuti ospitati al loto interno).
Niente di male in tutto questo, ci mancherebbe.
Se non che – spesso e volentieri – queste aziende adottano delle politiche commerciali un po’ troppo aggressive senza tener conto del fatto che, ad oggi (anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale), non sia ancora possibile risolvere “magicamente” tutti i problemi legati all’accessibilità.
Per questo motivo, voglio metterti in guardia da alcune insidie commerciali in cui potresti imbatterti – in particolare nei periodi “caldi” legati agli adempimenti (pubblicazione degli obiettivi e aggiornamento della dichiarazione di accessibilità).
Obiettivi e dichiarazione di accessibilità: la nostra guida completa
- Riferimenti normativi
- Accesso al Form AGID
- Obiettivi di accessibilità: come sceglierli (strategicamente) e come pubblicarli sul Form AGID
- Dichiarazione di accessibilità: 3 cose importatanti da sapere PRIMA di pubblicarla
- Dichiarazione di accessibilità: come pubblicarla (correttamente) sul Form AGID
- Le insidie commerciali in cui potresti imbatterti
Accessibility overlays e plugin vari di accessibilità: cosa sono (davvero) questi software?
Di accessibility overlays ne abbiamo già ampiamente parlati all’interno dell’articolo che trovi qui (e che ti consiglio di leggere):
Senza entrare troppo nel tecnico, sono dei plugin installabili su un sito web grazie all’aggiunta di poche righe di codice.
Una volta installato, il plugin aggiunge alcune funzionalità al sito come ad esempio la possibilità di
- aumentare (o diminuire) la dimensione dei caratteri
- regolare il contrasto tra testo e sfondo
- ecc…
Quello che dovresti sapere è che, nella realtà, la maggior parte di queste funzionalità sono già presenti all’interno dei software (o delle app specifiche) che una persona con disabilità utilizza nel quotidiano.
Plugin a “supporto” dell’accessibilità: le leve (di marketing) usate all’interno delle e-mail che potresti ricevere
Come mostrato all’interno del video, le e-mail che potresti ricevere da queste aziende hanno spesso oggetti allarmanti.
Come ad esempio “Urgente: adeguamento normativo accessibilità digitale PA!”
E all’interno di queste e-mail si parla di:
- controlli di vigilanza
- sanzioni
- urgenza dell’adeguamento
E non mancano casi studio di altri enti che “avendo già attivato questo servizio, si sono messi al riparo da possibili sanzioni”.
Queste sono tutte leve (di marketing) che possono spingerti ad effettuare l’acquisto.
Ma il vero problema, a mio avviso, è capire effettivamente fino a che punto questi strumenti possano davvero risolvere i problemi di accessibilità di un sito web (e dei contenuti in esso ospitati).
Plugin a “supporto” dell’accessibilità: spesa inutile o investimento?
Indipendentemente dal costo questi servizi, SE all’interno dell’ente il personale non è adeguatamente formato relativamente a tutto ciò dev’esse fatto per produrre contenuti accessibili, non c’è software (ad oggi) che possa risolvere tutti i problemi di accessibilità.
Se infatti continui a pubblicare:
- scansioni
- documenti non strutturati correttamente
- immagini senza testo alternativo appropriato (quando serve)
- link scritti per intero
E il linguaggio usato all’interno di documenti e comunicazioni non è un linguaggio semplice (affinché chiunque possa comprenderlo), anche installando uno di questi plugin, il sito del tuo ente continuerà a NON potersi considerare completamente accessibile.
Quello che vorrei farti capire è che sei libero di acquistare soluzioni che aggiungano più o meno funzionalità importanti al sito (per alcune “categorie” di persone con disabilità), ma fallo solo DOPO aver lavorato su tutto ciò che puoi già fare per risolvere i problemi più importanti – e impattatanti – di accessibilità.
Altrimenti, credimi, ha poco senso.
Prima concentrati sui contenuti che pubblichi quotidianamente (e sulla formazione di chi li produce), poi pensa ai componenti aggiuntivi.
L’80% dell’accessibilità è data dai contenuti, non dalla tecnologia.
Nessun software, neanche con l’intelligenza artificiale più avanzata (ad oggi), può suggerire un testo alternativo appropriato per un’immagine o leggere i contenuti di un testo scansionato senza commettere errori.
I veri problemi di accessibilità, quelli che impediscono davvero alle persone con disabilità (in particolare non vedenti) di accedere alle informazioni, sono:
- le scansioni dei documenti, che sono completamente inaccessibili agli screen reader
- i documenti che, pur non essendo scansioni, non sono strutturati correttamente (in origine) e non consentono quindi di muoversi all’interno di essi raggiungendo le sezioni con le informazioni desiderate
- le immagini che contengono informazioni (come ad esempio locandine, grafici, statistiche, ecc) senza un testo alternativo appropriato, o in ogni caso con del testo a fianco che riporti le informazioni più importanti presenti all’interno dell’immagine
- i link scritto per esteso o i “clicca qui” ripetuti più volte nella stessa pagina senza l’indicazione della pagina di destinazione
- le pagine web non strutturate correttamente, che impediscono ad una persona con disabilità (in particolare non vedente) di navigare con semplicità
Senza dimenticare che alla base dell’accessibilità di un contenuto c’è sempre la chiarezza e la semplicità del linguaggio.
La vera alternativa agli accessibility overlays? Invsetire nella formazione del personale
Per quanto possano sembrare funzionali, questi strumenti hanno dei limiti.
L’unico modo che hai per risolvere i problemi di accessibilità del sito web del tuo ente, è comprendere davvero come una persona con disabilità interagisce con esso.
E allora perchè non contattare le associazioni presenti sul territorio che accolgono persone con disabilità, e chiedere a LORO di aiutarti a risolvere questi gli eventuali problemi?
Un’iniziativa simile, credimi, sarebbe bellissima.
Ma la vera alternativa agli accessibility overlays è la formazione.
Investi sulla formazione di tutte le persone che lavorano all’interno dell’ente e producono contenuti, sotto forma di pagine web e/o documenti.
Per esperienza, ti assicuro che ad oggi sono ancora molte le persone che lavorano all’interno della Pubblica Amministrazione e quotidianamente producono documenti, senza sapere cosa significhi creare un documento accessibile.
E’ questo il vero peccato.